Un week end giapponese con tanti spunti di riflessione, prima di una lunga pausa per via dei gran premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita al momento solo rinviati per colpa della guerra in medio oriente.
La formula di questa Formula 1 continua a non piacere a tanti. O almeno, la vulgata è questa. Tra i nostalgici per definizione (che tempi quelli delle ruote scanalate eh?), quelli che annaspano nelle retrovie sorpassati anche dal proprio cuoco (cit.) e quelli che vedono fantasmi ovunque, è tutto un coro di “si stava meglio quando si stava peggio”. Certo, la federazione sta facendo di tutto per farci pensare male, tra misurazioni ed ali che non si chiudono proprio bene, e alcune auto si “spengono” improvvisamente sui rettilinei ma non è che ai team questo regolamento è stato imposto con la forza. L’auto va verso l’elettrificazione (forse un po’ meno totale e con meno entusiasmo di qualche anno fa) e quindi anche i costruttori di auto devono aver “un banco” su cui sperimentare alcune cose. La Federazione ha già promesso che approfitterà di questa lunga sosta per fare il punto della situazione con i team e vedere se e cosa cambiare, con la speranza che la toppa non sia peggio del buco. Per intendersi, i sorpassi erano fasulli anche con il DRS. Qua almeno le auto possono stare una dietro l’altra senza problemi e per chi dice che è tutto facile, si riguardi i sorpassi di Leclerc.

Su una pista “da pilota” Antonelli ottiene una bella conferma e centra la seconda vittoria in carriera. Diciamo la verità: senza safety car sarebbe arrivato al massimo secondo. La partenza per la Mercedes è un problema, per Andrea (non mi piace chiamarlo Kimi, è solo un riferimento sbagliato a Raikkonen) ancora di più. Almeno stavolta non ha perso la brocca nel voler rimontare a tutti i costi ed ha aspettato l’occasione giusta (grazie a Bono, va detto). Una volta davanti ha sfruttato tutto il potenziale (enorme) della sua Mercedes ma è comunque sembrato più in palla del suo compagno di squadra per tutto il week. Russell, fregato dalla safety car, è andato in ciambellù, portato a scuola per tre curve da Leclerc e finito giù dal podio, il che gli è costa la testa del Mondiale. Calma e gesso, per tutti.
Da una Mercedes ad un altra mezza Mercedes, la McLaren, sembra di essere tornati allo scorso anno: riuscito a partire, Piastri ha disputato un week end solido, massimizzando il risultato e finendo davanti al suo compagno di squadra in versione Blando. Le prestazioni ancora sono inferiori alla Mercedes ma almeno ci sono anche loro che possono impensierirle.

La Ferrari è rimasta più o meno quella di inizio mondiale. Ha un deficit di motore importante rispetto ai Mercedes (ho letto che quello usato fino ad adesso sia una versione adatta del motore dello scorso anno) e con una McLaren davanti anche la partenza come un tiro di schioppo stavolta non è bastata. Anche qua sembra di essere tornati allo scorso anno: Leclerc ha guidato come un satanasso in maniera maiuscola mentre Hamilton non si è mai trovato bene tutto il week e si è visto subito dopo la ripartenza che non aveva il passo per stare nel gruppo di testa. Il mese di sosta farà bene anche a Maranello, ma per cortesia smettiamo di tirare in ballo la nuova ala, qua mancano biada per i cavalli del motore.
Passando ad una nobile decaduta, la Red Bull annaspa anche contro l’Alpine, una squadra che è arrivata ultima lo scorso anno. Questo è forse il vero anno zero della scuderia, fuori dalla triade Horner – Marko – Newey. La macchina proprio non va, con un Verstappen poco a suo agio, dove ora si è messo anche a protestare contro questa Formula 1 moderna arrivando fino ad ipotizzare un ritiro alle fine di questo anno in favore di altre categorie. Io la vedo un po’ difficile, anche soprattutto a livello economico. E poi, sicuri che nel 2023, con 21 gare su 22 vinte dalla stessa Red Bull, la Formula 1 sia sta più bella, emozionante e competitiva?
Il resto è sempre il campionato (Aston Martin e Cadillac) di chi fatica a tenere anche solo i figurini attaccati alla carrozzeria. In chiusura, non c’entra niente la differenza di velocità ed altre giustificazioni simili: Colapinto si era appisolato ed era in mezzo alla pista.
Ci rivediamo i primi di Aprile a Miami.



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