Il contenuto potrebbe contenere alcuni importanti spoiler sul gioco. 

In the grim darkness of the far future, there is only war.” 

Nonostante non avessi mai messo piede nel vasto, labirintico e a tratti intimidatorio universo di Warhammer 40.000, la serie Secret Level di Amazon è stato un gancio che ha fatto presa. Il design delle armature, quasi sculture viventi di metallo e fede, la tranquillità glaciale con cui gli Space Marine riducevano in poltiglia intere ondate di nemici, e quella fierezza inamovibile nel compiere il loro dovere, mi hanno acceso una scintilla, una “garra” non indifferente. Il problema è che la lore di Warhammer rasenta l’infinito e oltre: tra giochi, libri, prodotti TV ufficiali e non, qualsiasi tentativo di esplorarla a fondo è solo un grattare la scorza in superficie.

Ma Amazon, che di onde da cavalcare se ne intende (e Secret Level è una sua produzione), ha avuto l’intuizione giusta. Per mantenere caldo l’interesse ha deciso di regalare su Prime Gaming Warhammer 40.000: Space Marine, il capitolo originale uscito nel lontano 2011 per PC, PlayStation 3 e Xbox 360. E qui è scattata la mia vocina interiore, quella che ti sussurra “ma sì, dai, è un gioco da una manciata di ore, lineare, che vuoi che sia?”. Le ho dato retta, ho scaricato il gioco, l’ho avviato… ma sorpresa! Era tutto completamente in inglese! Giusto il tempo di capire a grandi linee la trama, ma ho dovuto arrendermi. Sparare e leggere è già impegnativo, se poi devo anche tradurre in tempo reale, l’immersione va a farsi benedire.

In primavera si vociferava di un possibile arrivo su Game Pass e, puntualmente, a fine giugno, è sbarcata al day one sul servizio di Microsoft la Master Crafted Edition di Warhammer 40.000: Space Marine. Un’edizione che prometteva migliorie significative: texture e modelli dei personaggi rivisti, l’introduzione del 4K, uno schema di comandi modernizzato e un’interfaccia rinnovata. Ma soprattutto, la ciliegina sulla torta: l’audio, completamente rimasterizzato, era finalmente in italiano. A questo punto, le scuse erano finite. Era il momento di riprendere l’avventura. Tuttavia, come scopriremo, questa nuova versione racconta più di una bugia, e poiché non stravolge l’impianto di gioco originale, le mie osservazioni sono valide per entrambe le edizioni.

Ma andiamo con ordine. Come on, guys!

Il gioco è ambientato nell’anno 40.000, un futuro distopico dove l’umanità è intrappolata in una guerra eterna contro innumerevoli minacce aliene ed eretiche. Impersoneremo il Capitano Titus, un veterano della Prima Compagnia degli Ultramarines – una delle legioni di super-soldati d’élite più celebrate e temute dell’Imperium dell’Umanità. Insieme al fedele sergente Sidonus e al tattico Leandros, sbarcheremo sul Mondo Forgia di Graia, un pianeta vitale per la produzione di armi e veicoli imperiali, ora invaso da un’immensa orda di Orki. La nostra missione è quella di proteggere un Titano Warlord incompleto, una gigantesca macchina da guerra la cui caduta nelle mani degli Orki rappresenterebbe una minaccia catastrofica per l’Imperium. Ma attenzione, l’imperscrutabile Inquisitore Drogan e le subdole forze del Caos potrebbero rivelarsi insidie ben peggiori.

La struttura del gioco è estremamente semplice. Si tratta di un FPS in terza persona, caratterizzato da un level design prevalentemente verticale. Il nostro obiettivo sarà sempre lo stesso: raggiungere il prossimo punto della missione (diciotto in totale, con un epilogo che non prevede gameplay), facendoci strada tra ondate incessanti di Orki. E che Orki! Ci imbatteremo in un’allegra combriccola di verdoni, dai semplici Shoota Boyz e Slugga Nobz agli imponenti Uge Choppa Nobz, senza dimenticare i temibili Bomb Squig e i sanguinari Bloodletter Daemon (ma qui si entra nel regno degli spoiler…).

I nostri amati Space Marine sono soldati alti tre metri, rivestiti di un’armatura pesante e imponente. Questo si traduce in un’assenza quasi totale di elementi di platforming estremo. Sebbene possiamo compiere capriole per schivare gli attacchi nemici o piombare dall’alto con il Jump Pack e l’imponente Martello del Tuono, la mobilità è pensata per riflettere la loro mole massiccia.

L’equipaggiamento a disposizione è quello classico dello Space Marine, ma con alcune scelte che ho trovato particolarmente efficaci. Ho sempre optato per la Pistola Laser (munizioni infinite, ma con bisogno di raffreddamento), il Requiem (un ottimo compromesso tra gittata, danni e capienza del caricatore) e il Requiem modello Cacciatore per gli attacchi a distanza più precisi. Il Fucile Termico, con le sue cariche esplosive attivabili con il tasto X o dopo un certo lasso di tempo, mi ha regalato qualche momento di panico: una volta una carica è esplosa proprio mentre stavo eseguendo un’esecuzione su un Orko, portandomi alla morte con lui!

Il cuore del gameplay di Warhammer 40.000: Space Marine risiede nei suoi combattimenti ibridi, un perfetto mix tra lo sparatutto puro e il brutale corpo a corpo. Oltre alle armi da fuoco, avremo a disposizione un arsenale per gli scontri ravvicinati. Oltre al già citato Martello del Tuono (che però limita l’uso alla sola arma del Requiem), potremo scegliere tra la letale Chainsword e la potente Power Axe.

Un meccanismo fondamentale è l’Esecuzione. Quando la salute di Titus si abbassa, eseguire mosse stordenti sui nemici permette di innescare un quick time event che si traduce in un’uccisione istantanea e, cruciale, nel recupero di una parte della sua salute. Il rovescio della medaglia è che, durante l’esecuzione, Titus è vulnerabile, quindi il tempismo è tutto.

Ultima, ma non per importanza, è la Furia. Questa abilità, che si sblocca raccogliendo il Sigillo della Purezza nel Capitolo 2, permette attacchi in mischia estremamente più efficaci. La Furia si accumula eliminando nemici e può essere potenziata raccogliendo ulteriori sigilli nel corso dell’avventura. Questi potenziamenti garantiscono una maggiore durata, l’accesso a una modalità Cecchino (una sorta di bullet time per mirare meglio) e, fondamentale, la rigenerazione della salute.

Pur essendo un gioco incentrato sulla mitigazione del flusso costante di danni in arrivo (anche è presenta una sorta di Halo Shield che si ricarica dopo aver subito danni), ho adottato, man mano che progredivo nelle missioni, un approccio che mi ha ricordato un po’ Gears of War. Ho cercato sempre un riparo, cercando di respingere il nemico dalla massima distanza possibile. Ma quando il contatto ravvicinato era inevitabile, mi affidavo alla Furia. Questa mi ha permesso in certi casi di sfruttare la modalità Cecchino sui nemici più ostici e di recuperare preziosa salute. L’IA dei nemici, tutto sommato, è buona: i loro attacchi non presentano incertezze e i più pericolosi cercheranno sempre riparo o si scanseranno dopo il primo colpo subito.

Se la storia e il gameplay sono rimasti intatti, ciò che si attendeva di più dalla Master Crafted Edition era un significativo miglioramento sotto il profilo tecnico. A fronte di un tenue miglioramento delle texture, del sistema di illuminazione e di alcune cutscene, il lavoro svolto dallo studio lituano Sneaky Box ha uno scarso impatto sul valore finale del prodotto. Non aggiunge molto di più a quella che era già l’Anniversary Edition, rilasciata nel settembre 2021.

Ma non è finita qui. Leggendo in rete e i commenti su Steam, sembra che il gioco sia afflitto da cali di frame importanti (sul finale qualche lag nei controlli l’ho riscontrato anch’io), con utenti che lamentano crash improvvisi o salvataggi corrotti. 

Questo Warhammer è il primo e, al momento, l’unico gioco ambientato nell’universo creato da Games Workshop a essere sia doppiato che sottotitolato in italiano. I doppiatori, in questo caso, sono voci molto note del panorama italiano: da Silvio Pandolfi (Titus) a Tony Fuochi (Sidonius), fino a Lorenzo Scattorin (Leandros) e Natale Ciravolo (Inquisitore Drogan). Come ho ripetuto più volte per altri prodotti, avere anche la traccia audio in italiano è sempre un plus non da poco sul fronte dell’immersività, anche per un prodotto sostanzialmente lineare come questo. Un po’ meno riuscita, a mio avviso, la scelta di far dire le solite tre o quattro sciocchezze agli Orki; forse un buon grugnito sarebbe stato più efficace. Purtroppo, nell’epilogo finale, ho notato un fastidioso fuori sync tra voce e labiale dei personaggi, un piccolo neo che però ha in parte spezzato il colpo di scena finale.

In conclusione, posso affermare che questo primo capitolo della saga con il Capitano Titus è un gioco che, seppur invecchiato, ha ancora un gameplay molto valido, impreziosito dal carisma innegabile dei nostri amati Space Marine. Purtroppo, questa Master Crafted Edition non rappresenta la rinfrescata di cui il gioco avrebbe realmente bisogno, rivelandosi più una patch mal calibrata venduta a 39,99 €. Nelle mie 10 ore necessarie per arrivare alla fine, servire l’Imperium è stato comunque un divertimento che mi sento di consigliare, a patto di non aspettarsi miracoli tecnici da questa nuova edizione.

P.S. Questo articolo l’avevo scritto un po’ di tempo fa e nel frattempo sul Game Pass è arrivato anche il secondo ed ottimo capitolo.

Warhammer 40.000 Space Marine Master Craft Edition (Relic Entertainment / SneakyBox, SEGA, 2025 , versione PC tramite Game Pass Ultime)


In voga