dischi
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The God Machine – Scene From The Second Storey
I semi degli anni ’90 in una storia dal triste epilogo.
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Neurosis – Fires Within Fires
Senza novità significative, la band di San Francisco stavolta perde anche il proprio fuoco.
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Kutiman – 6AM
Al secolo Ophir Kutiel, questo 6AM è uno zibaldone personalissimo di soul-founk anni ‘70, afro funk, jazz, mille collori e mille suoni. Basterebbe She’s A Revolution per certificare la frase di cui sopra, un bel pezzo funky-beat con una spruzzatina a velo di elettronica. Ma Kutiman non è a corto raggio. In Shine Again Morricone…
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Revglow – Thisorder
Anno ricco di uscite per il duo milanese formato dal musicista Francis M.Gri e la cantante Lilium. Dopo Introspections a nome LYEF, è il momento della quarta prova del progetto Revglow. E’ l’occasione giusta per mettere in campo tutta la fantasia di Francis, che si cimetta in atmosfere dark minimal ma curatissime, con sprazzi di…
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2814 – Rain Temple
Rain Temple è il seguito di Atarashii hi no tanjou uscito lo scorso anno a firma 2814. Anche stavolta la copertina è fonte di ispirazione: se in Atarashii hi no tanjou l’osservatore principale era lo stesso che guardava la copertina, stavolta si fa un passo indietro perché si osserva una ragazza in bianco intenta a…
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2814 – Atarashii hi no tanjou
Li ho conosciuti con il disco uscito all’inizio di quest’anno – progetto che definire di nicchia è riduttivo – ma devo partire da questo album uscito lo scorso anno. Non sono riuscito a scoprire molto dei protagonisti, so solo che dietro la sigla 2814 si celano Hong Kong Express (noto anche come Hke) e Telepath.…
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Radiohead – A Moon Shaped Pool
Che fanno i Radiohead nel 2016? Praticamente ciò che vogliono. Passano il tempo a criticare la “musica liquida” (in primis Spotify) per via degli scarsi guadagni che versano nelle casse degli artisti (a vantaggio delle case discografiche), annunciano a sorpresa un nuovo singolo, escono da tutti i social, vi rientrano ad album pubblicato – siamo…
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RY X – Dawn
Di Ry Cuming avevo già parlato in Liminal, l’album d’esordio dei The Acid, trio composto dallo stesso Ry insieme Adam Freeland e Steve Nalepa. Australiano classe 1988, esordì con l’omonimo disco nel 2010. Poi fa qualche concerto di spalla ai Marron5 quindi vi ho detto tutto. Con questo disco RY cerca la svolta della sua…
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Leon Vynehall – Rojus (Designed To Dance)
Nuovo lavoro per il producer britannico Leon Vynehall, a due anni di distanza da Music For Uninvited. Copertina e ispirazione nascono in maniera curiosa: Leon è in Lituania per una serata, va in un museo di arte contemporanea e vede un libro intitolato Rojus (Paradiso), poi va a casa e per caso vede un documentario…
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Tim Hecker – Love Streams
Nel viaggio dantesco, dopo il paese immaginario dipinto a tinte forti e la cattedrale intravista nella nebbia, il compositore canadese aveva smarrito la retta via dinanzi alla Vergine. Da questo punto non si può tornare indietro, tutto ciò che succederà poi sarà figlio di questo momento. Questo Love Streams (uscito su 4AD e non su Kranky…
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Bombino – Azel
Si può tranquillamente dire che il desert blues – o se preferite il blue nel deserto o il thè nel deserto – sia entrato nelle case della gente. Per tutta una serie di motivi, vuoi musicali – il blues dei “neri” è anagraficamente in via d’estinzione, il blues “dei bianchi” è trito e ritrito –…
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Fare Soldi – 21+
Da ex discotecaro convinto e praticamente mi pento e mi dolgo per non aver mai ascoltato – ma che dico, proprio conosciuto – questo due udinese formato da Luka Carnifull e Santana Pasta. Son giovani ma, remixando artisti importanti, si sono fatti conoscere nel giro che conta finendo per suonare insieme ai grandi dj del mondo. Sinceramente…
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Rival Sons – Hollow Bones
A soli 2 anni dal precedente Great Western Valkyrie torna la band del duo Jay Buchanan e Scott Holiday. I nostri ci ripropongono un po’ una copia speculare del precedente, con meno potenziali singoli e meno assoli telefonati. Imbevuti di Led Zeppelin fino all’overdose (Hollow Bones 1&2, Thundering Voices), Fade Out è praticamente il continuo…
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David Bowie – Blackstar
L’ultimo lascito di un gigante della musica.
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Tim Hecker – Virgins
La soundtrack di un preciso stato emotivo del compositore canadese.
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Calibro 35 – S.P.A.C.E.
Dei Calibro 35 ne ho parlato a più riprese, ormai non sono una novità. Il sound è sempre quello per una fuga a mano armata ma invece del passamontagna è necessaria una tutta pressurizzata, le canzoni più articolate, con quel tocco di space (Astronomy Domine vi dice qualcosa?) a mescolare un po’ le carte. Non…
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Julia Kent – Asperities
Avevo già sentito dire di questa ragazza al tempo dell’uscita di Character nel 2013 e, se non ricordo male, l’album mi era piaciuto ma poi non avevo consolidato l’ascolto. Questo Asperities giaceva nel mucchio della musica “da ascoltare 2015” e stava per essere falciato dallo skip, poi non so bene il perché, ho indugiato qualche…
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IACAMPO – Flores
Al secolo Marco Iacampo, al terzo disco solita dopo l’uscita dal gruppo Goodmorningboy. Canzone d’autore, tradizione italiana e languori sudamericani si intrecciano con maestria e raffinatezza in queste personalissime 12 tracce, che oscillano tra il privato (Pittore Elementare, Ogni giorno ad ogni ora, Come Una Roccia) e il popolare (Nuovo Bestiario Veneta, Due due due).…
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Saffronkeira – Synecdoche
Un disco all’anno, ormai per Eugenio Carìa è diventato uno standard. E finchè il risultato è questo va bene, anzi benissimo. Messa da parte la techno e il glitch degli album precedenti, il nostro dilata le trame sonore (la riprova sta nel fatto che i due pezzi più cupi lo vedono in solitaria), si circonda…
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Bachi Da Pietra – Necroide
La svolta definitiva per il duo formato da Giovanni Succi e Bruno Dorella. Il blues lento e de-strutturato degli esordi lascia il posto a un metal brutale e funebre. L’aria che tira (nel disco e nel mondo) si capisce già dall’apertura Black metal è il mio folk, che insieme a Danza Macabra, Fascite Necroide e…
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Banditos – Banditos
Piacevolissimo esordio per i Banditos, gruppo originario di Birmingham, (Alabama), ma ultimamente di stanza a Nashville (Tennesse). Il sestetto (cinque uomini più Mary Elisabeth Richardson) ci regalano un roots rock a tutta birra, tra momenti cow-punk (Waitin), rock e roll puro (Still Sober) e rock soul. Atmosfere in terra battuta per un gruppo molto interessante…
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Motörhead – Bad Magic
Che rumore fa un martello pneumatico? Quello di un martello pneumatico, indipendentemente da marca e modello. Ecco, un disco degli ultimi 20/25 anni Motorhead suona così, indipendentemente da nome e anno. Bad Magic è il solito martello infuocato di rock ‘n roll a velocità supersonica, con la voce da gargarismi con i vetri (anche se…
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The Amazing – Picture You
E’ un piacere ascoltare questo disco del quintetto svedese, capitanato da Christoffer Gunrup. Trame chitarristiche raffinate, melodie sognanti, linee vocali pacate. Un rimando alla psichedelia anni ‘80, un po’ di progressive, un po’ di Cure, un po’ di Radiohead e qualche momento cantautoriale. Ma la perla è la conclusiva Winter Dress, dove una prestazione vocale…
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Alice Tambourine Lover – Like A Rose
Ricami altamente sensuali, ottimi intrecci chitarristichi, melodie ben costruite rendono molto interessante il terzo disco degli Alice Tambourine Lover, progetto formato Alice Albertazzi e Gianfranco Romanelli. 9 tracce per un mix tra folk, urban blues per notturni e il cantautorato più raffinato, dove viene esaltata la bella voce di Alice e tutta la compagnia, da…
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Steve Von Till – A Life Unto Itself
Il nuovo disco solista del maestro della voce dei Neurosis.
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Galati – Mother
Altro interessante lavoro di uno dei portabandiera italiani dell’ambient.
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Audioslave – Audioslave
Reminiscenze seventies ed assoli al fulmicotone per il più divisivo dei supergruppi degli anni ’00.
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Joe Bonamassa – Dust Bowl
Un importante recupero nella già corposa discografia del chitarrista americano.
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The Rolling Stones – Beggars Banquet
Il ritorno sulla strada del gruppo di Jagger e Richards.
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Joe Bonamassa – Driving Towards The Daylight
Nuovo lavoro in studio per il prolifico chitarrista americano.
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The Rolling Stones – Aftermath
L’inizio della svolta per la band britannica
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The Phantom Keys – The Real Sound Of…
Visto che il futuro non è più quello di una volta, meglio rifugiarsi nel passato. E visto che di futuro gli spagnoli ultimamente se ne intendono, stavolta tocca a loro. Per capire l’aria che tira basta guardare la copertina, in pieno style middle sixties inglese. Le citazioni si sprecano. In I’m Still A Mess c’è…
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Pontiak – Echo Ono
Ho conosciuto i Pontiak con l’album Maker – pubblicato con la Trill Jockey – nel 2009 e mi aveva fatto un’ottima impressione. Il gruppo formato dai fratelli Carney, sapeva gestire abilmente una miscela di stoner, psych, hard rock, noise e diavolerie varie. Il sound proposto non era una novità, ma la produzione vintage, fatta in…
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Calibro 35 – Ogni Riferimento A Persone Esistenti O A Fatti Realmente Accaduti È Puramente Casuale
E’ casuale che negli ultimi due massimo tre anni ci siano stati film o serie televisive dedicate a criminali o bande criminale del passato. E’ casuale che anni ancora addietro ci sia stato un revival per i film (complice anche la tarantino mania) dei film polizieschi anni settanta. Ma i Calibro 35 non sono casuali,…
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John Talabot – ƒin
Nell’era del “si vede e si sa tutto di tutti”, spiccano, suscitando sempre curiosità a anche un pizzico di “ma chi te se ‘ncula”, artisti mascherati. Vedi Burial, poi Arandel, ora John Talabot. E’ giovane, è spagnolo. Ma è anche un esordiente, visto che questo ƒin è la prima prova su lunga distanza. Fino ad…
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The Black Keys – El Camino
Il duo di Akron, dopo aver seminato, passa all’incasso.
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Nicolas Jaar – The Space Is Only Noise (2011)
Nicolas Jaar è un ragazzotto classe ’90, di madre americana e padre cileno – il famoso architetto Alfredo Jaar. Già a soli 18 anni, realizza un ep – The Student – per la Wolf + Lamb. Un’altra manciata di ep negli anni successivi e poi la prova su lunga durata. Nicolas sembra un sarto di…
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Tim Hecker – The Ravedeath, 1972
Con l’aiuto in studio di Ben Frost (australiano, ma islandese di adozione), Tim – partendo da composizioni come A Stop At The Chord Cascades del precedente disco – produce un cathedral sound maestoso, epico, in certi punti addirittura claustrofobico. Aprono le pesanti distorsioni di The Piano Drop, mentre le tre In The Fog sono un…
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Ben Frost – By The Throat
I terrori sonori di un australiano trapiantato in Islanda.
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The Black Keys – Brothers
Dopo quasi 10 anni di carriera, i Black Keys con questo album cambiano definitivamente il loro sound, riuscendo a compiere una metamorfosi che era rimasta in sospeso con l’album Magic Potion. Il duo mette da parte i riff tagliati con l’accetta di Thickfreakness e Rubber Factory per far posto ad una miscela funky (Everlasting Light,…
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Tim Hecker – An Imaginary Country
Primo disco su Kranky per il talentuoso artista canadese, giunto qua alla sua quinta prova. Così come in copertina, Tim dipinge il proprio paese immaginario. Ha una vasta tavolozza, Hecker: c’è l’organo (Sea Of Pulse), armonia celestiale (The Inner Shore, A Stop At The Chord Cascades), l’eco meraviglioso del pianoforte (Borderlands), il noise dilatato (Paragon…

