Dopo un mese di sosta forzata, torna la nostra amata Formula1 ancora in cerca di una identità precisa. Il regolamento è ingarbugliato, pieno di eccezioni, un guazzabuglio di procedure e modalità; a me le macchine che possono stare una dietro all’altra per tanti giri non dispiace. Poi il resto si vedrà, a Miami le cose sono andate un po’ diversamente, ma intanto aleggia già il fantasma del V8 al prossimo cambio regolamentare.

Ma veniamo alla pista, lei in genere non mente mai.
Andrea Antonelli (e basta con questo Kimi o AKA!) si concede il tris. Da notare la progressione che ha fatto dall’ennesima cappella in partenza al sabato, dove è partito come una casalinga di Voghera qualsiasi andando subito in confusione, alla gara di domenica. Delle tre, questa è la vittoria più sua perchè a questo giro la Mercedes non era proprio in palla, non aveva aggiornamenti di rilievo e ha fatto più fatica delle squadre di vertice, si vedano i 45 secondi presi da un Russell che non ha mai trovato la quadra in tutto il weekend (ai fini del campionato gli è andata pure bene). Può vincere il titolo? Dipende. Se la macchina sarà sempre quella delle prime due gare sì, se avrà degli avversari credibili e sempre in lotta dovrà fare sempre tutto bene, dal giovedì alla domenica, cosa che onestamente non sempre gli riesce (citofonare a Piastri 2025). La macchina la sa portare, questo lo abbiamo già visto lo scorso anno: presa la posizione su Norris, non è si fatto intimidire dalla sua costanza presenza alle spalle.
Le McLaren si sono improvvisamente (ri)svegliate. Nel complesso è stata la macchina più veloce, probabilmente lo sforzo e i festeggiamenti dello scorso anno hanno tolto un po’ di energia a tutta la squadra e buttarsi in un nuovo progetto con un motore nuovo aveva bisogno di un di tempo. Comunque meglio Norris di Piastri.
Il mese di sosta ha fatto bene anche alla Red Bull. Verstappen si è concentrato più sulla macchina che sul regolamento, portandola in prima fila. Poi l’errore (a metà con la furbizia di Leclerc) gli ha scombussolato la gara, una bella rimonta ed una strategia coraggiosa salvano tutto sommato un week end in terra americana andato meglio rispetto ai precedenti.
La Ferrari è accerchiata dai motorizzati Mercedes e deve trovare una soluzione perché i gran premi non saranno solo partenze e curve, ci sono anche rettilinei. La macchina è buona, è viva, in alcune fasi della gara è nei tempi degli altri, non ha grosse criticità ma mancano i cavalli ed una gestione migliore del pacchetto. Non è possibile appellarsi sempre e solo alla garra di un sempre gigante Leclerc (attenzione, Hamilton è già alla sua seconda gara loffia in modalità 2025), così non si va lontano. L’errore finale è anche dovuto al dover cercare di utilizzare tutti i mezzi possibili per potersi difendere. Devo dire che questo è stato abbastanza fantasioso (farsi superare per avere l’overtake) all’ultimo giro, forse era meglio prendersi una quarto posto e stop.
Per gli altri, bene l’Alpine di Colapinto e le due Williams, mentre Aston Martin e Cadillac continuano ad essere chicane mobili.
Un saluto ad Alex Zanardi, una persona che ci ha dimostrato che la vita può avere lo stesso un senso anche quando prende delle traiettorie diverse da quelle che speravamo.
Ci rivediamo tra tre settimane in Canada.



Lascia un commento