Gli ep rilasciati (Enough Thunder e Love What Happened Here) non aggiungevano molto a quando già detto dal ragazzo fino a quel momento. Onestamente pensavo che avesse finito già la benzina, distratto appunto dal successo o da qualche impresario sempre pronto a tirarlo per la giacchetta. Fortunatamente mi sbagliavo: pur non avendo l’impatto dirompente del primo disco, Overgrown è un grande, grandissimo disco, il disco della maturità. Colpiscono non suoni alieni o la ricerca di qualcosa di nuovo bensì la messa a punto di sound già ben definito e la capacità di scrivere canzoni e di cantarle con una maturità non comune in un ragazzo di 24 anni. Dimentichiamoci i ritmi claudicanti di Unluck, nella title track c’è un risveglio yorkiano con un filo di melodia a scorrere sotto pelle. La successiva I Am A Sold è un capolavoro di bellezza impalpabile, con quel basso appena appena accennato. La cassa in prima linea di Life Round Here fa da spartiacque con Take a Fall For Me dove la partecipazione di RZA, leader dei Wu Than Klan, la rende un fumoso incrocio tra soul e hip hop. Ritornano i gorgheggi in Retrogade (altra meraviglia), praticamente un pezzo a cappella con l’intimismo Tom York e l’anima di Stevie Wonder, dove James continua ad esplorare la solitudine dell’animo umano (Suddenly I’m hit / Is this darkness of the dawn / And your friends are gone / When your friends won’t come / So show me where you fit / So show me where you fit).
In Dlm si manifesta viva la passione per Anthony Hegarty (e ribadisco il concetto che James Blake è l’Antony Hegarty degli anni ‘10) mentre Digital Lion – con la partecipazione di Brian Eno – ricorda gli scleri ultimi Radiohead. Chiudono la scintillante Voyer, sorta di micro house & idm stop and go, la sacralità di To the Last (ascoltate in quanti modi riesce ad usare la voce James e quante sfumature riesce a darle) e i mormori pulsanti in Our Love Comes Back.

Anno: 2013
Genere: Electronica, Soul, Alternative R&B
Casa Discografica: Repubblic Records


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