Nel classica gara “pazza” perchè condizionata dal meteo, i ferraristi sono sempre quelli che vengono rinchiusi in un manicomio.

Come spesso capita in questo tipo di gare (si veda l’Australia), il naufragio vi è sin dall’inizio. Per fortuna stavolta hanno differenziato le strategie, anche se poi bisognerebbe capire chi ha deciso cosa, se è volontà del pilota o del muretto. Fatto sta che Leclerc ha praticamente arato tutto il circuito, andando in bambola e non riuscendo mai a rimettere insieme le cose, pur con tutte le neutralizzazioni che ci sono state. Hamilton è stato gagliardo soprattutto nei duelli con una macchina che andava ad intermittenza. C’è stato un errore alla penultima sosta quando è rientrato in pista ottavo, poi se in venti giri non riesci a passare la ex Sauber dell’ex Binotto di Hulkenberg (una gara magistrale la sua partendo 19°, finalmente a podio dopo 239 gran premi, chapeau!) mi vien da pormi sempre le solite domande. Indovinate qual è stata la scuderia che ha messo la soft all’ultima sosta? La Ferrari e la Aston Martin su Stroll. Nei primi tre o quattro giri non stavano in pista, con Hamilton che ha perso definitivamente la possibilità di recuperare il gradino basso del podio. Alla fine manca sempre qualcosa, ciò che poi indovinano gli altri.
C’è di che consolarsi, la Mercedes ha fatto molto peggio mandandola in vacca già al primo giro.

Forse non come Piastri ma poco ci manca. La pinzata che ha dato ai freni è stata ritenuta troppo eccessiva dai commissari (ma qualcuno ha la memoria corta, perchè Hamilton in McLaren ed il primo Verstappen l’han sempre fatto), così a regalato la vittoria al suo compagno di squadra. Un Norris senza squilli ma che alla fin fine, in una gara in cui qualche inciampo lo hanno avuto tutti, lui è stato quello che non ha commesso errori. Purtroppo, secondo la profezia dell’aver vinto a casa sua, non toccherà più palla fino alla fine della stagione. In ogni caso la McLaren è di un altra categoria, anche sul bagnato filava che era una bellezza. Verstappen è riuscito ad arpionare una pole clamorosa con una macchina scarica, guidando in gara come se avesse un incrocio tra un batti batti, un go kart e un quad. L’episodio della safety car deve avergli fatto perdere qualche meccanismo, girandosi a Chapel dove fino a quel momento era sempre andato di traverso. Sarebbe arrivato terzo, invece di quinto. Il mondiale è comunque andato.
A questo giro avrei preferito vedere una gara asciutta, per valutare un po’ se in questa benedetta SF-25 qualcuno piano piano ci sta capendo qualcosa. Ma come diceva lo zio Bernie, per aver dei Gran Premi divertenti dovrebbe piovere sempre.
Ci vediamo tra due settimane in Belgio.




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