“Chi sei?” “Sono te, sono me”

La scelta di iniziare a leggere la serie di Human Target rappresenta un mio personalissimo tentativo di cercare non dico qualcosa di underground, ma almeno un titolo un po’ più defilato rispetto ai fumetti mainstream di adesso. Ovviamente, visto che non sono nato imparato, la ricerca non è sempre facile e immediata, perché dobbiamo sempre fare i conti con la “traduzione” italiana di cosa arriva da noi e come. Il mondo del fumetto è un universo sconfinato e non nego di fare un po’ fatica a orientarmi quando devo capire a cosa corrisponde un albo italiano o quali storie comprende.

Fortunatamente, questa edizione Panini viene incontro alle mie esigenze, raggruppando le storie più moderne della serie: la limited series Human Target #1-4 del 1999 e la graphic novel Final Cut del 2002.

La serie ha come protagonista Christopher Chance, alias il Bersaglio Umano (Human Target), investigatore privato, guardia del corpo e maestro del travestimento che si guadagna da vivere trasformandosi a tutti gli effetti nei suoi clienti. Il personaggio fu creato per la testata di Superman Action Comics nel 1972 da Len Wein e Carmine Infantino. Nel 1999, lo scrittore Peter Milligan e l’artista Edvin Biuković hanno riportato in vita il personaggio per Vertigo (DC Comics) con una serie limitata di quattro numeri intitolata Human Target #1-4.

Chance viene ingaggiato per impersonare un reverendo afroamericano la cui vita è minacciata, un compito che lo mette in mezzo a una violenta guerra tra bande. A complicare le cose, scopre che un assassino professionista gli sta dando la caccia, ma l’obiettivo questa volta è Christopher Chance in persona, non il suo cliente. La situazione prende una piega brutale, culminando con Chance che subisce un grave danno al volto. Questo lo costringe a sottoporsi a una lunga e dolorosa chirurgia ricostruttiva, portando la sua crisi d’identità a un livello fisico ed esistenziale.

Visto il successo della serie limitata, Milligan è tornato sul personaggio nel 2003 con la pubblicazione di una graphic novel originale, Human Target: Final Cut, per la quale è stato affiancato dall’artista Javier Pulido.

Ancora scosso dagli eventi precedenti, Chance accetta un incarico a Hollywood per indagare sul rapimento del figlio di un famoso produttore. Durante l’indagine, si innamora della moglie del produttore, Mary White. Il caso non ha un lieto fine, ma Chance prende una decisione radicale: adotta l’identità del marito di Mary, sottoponendosi a un intervento chirurgico permanente per assumere quel ruolo.

Le storie sono un thriller psicologico noir teso, ai limiti dell’hard boiled, pieno di colpi di scena, che esplora le sfide che Christopher Chance deve affrontare, non solo fisiche, ma anche nel mantenere la propria identità vivendo costantemente come altre persone. Ciò che rende il ciclo di Milligan un’opera di culto è l’esplorazione profonda della crisi d’identità del protagonista.

Il Maestro del Travestimento Christopher Chance non si limita a indossare una maschera; adotta completamente la psiche e la personalità dei suoi clienti. Questo lo rende un protettore insostituibile, ma lo consuma mentalmente. Il tema centrale della serie è quindi la domanda: “Cosa succede a un uomo che vive costantemente la vita degli altri?” Chance è intrappolato in un ciclo di finzione e Milligan esplora il suo crescente disorientamento, la sua lotta per distinguere la sua vera personalità da quelle che ha interpretato. È un uomo che non ha più un’identità fissa, una condizione che lo rende allo stesso tempo unico e profondamente tormentato.

La scelta di leggere questa raccolta si è rivelata vincente in quanto l’opera di Milligan risulta un noir psicologico maturo e avvincente, che usa il concetto di “Bersaglio Umano” non solo come espediente per l’azione, ma come lente per esaminare la fragilità dell’identità.E adesso, come sempre, non mi resta che leggere i volumi successivi (anche quelli di un certo Tom King…)

Peter Milligan, Edvin Biukovic, Javier Pulido, – Human Target 1 (Panini DC Black Label Library, 2022, 208 p.)



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