Un paio di considerazioni sull’ultimo edizione nel Gran Premio delle Ardenne.

In Belgio è tornato il mondo alla diritta, ossia è andata come sarebbe dovuta andare a Silverstone senza il problema di affidabilità di Antonelli. Parafrasando mia mamma, l’Andrea di Bologna ha trovato la scarpa per il suo piede. Ad oggi il connubio Mercedes – Antonelli è il migliore sulla carta, il ragazzo riesce a spremere il massimo dalla vettura con la sfrontatezza e la grinta di chi ha solo diciannove anni ed è nato per fare queste cose ma ha anche la capacità di raddrizzarla (si veda le qualifiche) quando non è proprio in bolla. Nell’università del motorsport non ha sbagliato praticamente nulla e anche quando ha perso la prima posizione a causa di una Virtual Safety Car messa random (diventata ormai l’RNG dei Gran Premi) non ha persona la brocca e si è messo a recuperare terreno su Leclerc. Con quarantacinque punti di vantaggio sul secondo in classifica (di nuovo Hamilton) ed uno stato di forma ottimo, credo sia più che lecito credere – e perchè no, anche sperare – che il titolo piloti vada verso l’Emilia. Il pacchetto motore – elettronica soffre ancora di qualche problema e lo si vede bene anche nei team clienti come la McLaren, problemi che hanno portato Russell ha partire un po’ indietro e ad essere sfilato in partenza da che gli era dietro. L’inglese non riesce, per un motivo o per un altro, ad avere una continuità di rendimento tale da essere un credibile avversario: è lì ma gli manca sempre la zampata che fa la differenza.

Certo, il ritiro di oggi è stato per colpa di un’incidente di gara al primo giro, ma forse è anche figlio di una certa frustrazione, essendo rimasto senza energia nel rettilineo principale e ad aver voluto forzare la staccata su Hamilton.

Ma attenzione, questa Ferrari non gli renderà di certo la vita facile. I giudizi sulla squadra di Maranello non cambiano anche dopo la tappa belga: la base della macchina è ottima, la squadra riesce a comprenderla bene e ha anche alcune caratteristiche interessanti su cui portare lo scontro. Rimane un evidente gap motoristico con Mercedes e la sensazione che non si possa sbagliare mai nulla è evidente ma tutto ciò è sempre meglio di quanto successo lo scorso anno. Nel complesso è anche la coppia piloti meglio assortita, magari non nel valore assoluto ma sicuramente quelli che sono più dentro alla squadra a cui nessuno deve insegnare nulla, si veda il sorpasso di Leclerc a Verstappen. Bene Carletto, bravo così anche se non avevamo dubbi. Su Piastri forse ha esagerato un po’ ma i commissari ha invece punito, secondo me ingiustamente, Hamilton nell’incidente con Russell, giudicando più il danno della colpa. Il baronetto è tornato ad essere secondo in classifica generale anche se in questo week end, dopo il botto di venerdì pomeriggio, si ritrovato sempre a rincorrere anche se la prestazione c’è tutta anche su questo lato del box.

Nelle retrovie è un duello tra McLaren e RedBull con un Verstappen che acciuffa il terzio podio stagionale, un ottima gara sia di Norris (arrivato settimo dopo essere partito tredicesimo) ma soprattutto di Hadjar, arrivato sesto dopo essere partito ventunesimo.

Ci vediamo la prossima settimana in Ungheria.


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