Un paio di considerazioni sul Gran Premio in terra olandese che purtroppo ho visto a pezzetti per colpa di una conessione dati piuttosto ballerina.

Due parole sulla sprint. È un formato che non mi piace, è il classico antipasto che finisce per toglierti la fame. C’è stato solo bel sussulto da Leclerc e da una pioggia arrivata, purtroppo per Liberty Media, solo al traguardo.
Venendo a cose più cicciute, ho sempre sostenuto che chi vuole certe cose alla fine deve un po’ andarsele anche a prendere. Un discorso che vale sia per Antonelli che per Norris. Andrea sta guidando, con un Mercedes un po’ normalizzata rispetto ad inizio anno, con l’intenzione di stare davanti a chi gli è dietro in classifica. Ma ciò non l’ha frenato nel sorpasso proprio sull’inglese alla ripartenza per l’incidente di Verstappen (dice si colpa sua, ma non è la prima volta quest’anno che accade una cosa del genere). Lo spazio era praticamente nullo ma lui non si è tirato indietro. Avanti così.
Il buon Lando, anche se difficilmente potrà confermare il titolo, ce la sta mettendo tutta per fugare i dubbi sul suo talento e le sue capacità. Sta guidando con la maturità dei campioni, complice una McLaren tornata ad essere la migliore nel mandare in temperatura le gomme e a suo agio nei circuiti tortuosi. Se questa stagione è ormai compromessa serve seminare per la prossima. Non ha vinto ma ha aumentato il distacco dal secondo in classifica (tornato ad essere Russell assieme ad Hamilton) a 59 punti.
La Ferrari si è buttata via nuovamente con una qualifica mediocre. Recuperare in gara è sempre complicato, specialmente se non ci sono gerarchie predefinite ed i piloti spesso si pestano i piedi. Un terzo o un quarto posto non sposta niente, il problema è che la squadra non riesce a raccogliere quanto vale macchina e la montagna finisce sempre per partorire un topolino. Mi auguro solo che a Monza non sia l’ennesima occasione per sbandierare proclami per poi venire sverniciati sul rettilineo.
Per il mondiale, se questo è il trend, non vedo come Antonelli possa francamente perdere questo titolo, in assenza anche di avversari credibili. Russell, che che ne dica lui, è di fatto la seconda guida, altrimenti non si sarebbe beccato l’ordine di far passare il suo compagno di squadra, le Ferrari abbaiano sempre ma alla fine non mordono, Norris in classifica è troppo lontano (per non parlare di Piastri, protagonista di una stagione inversamente proporzionale a quella del compagno di squadra), Verstappen paga una Red Bull in corso di ristrutturazione.
Ci vediamo tra due settimane a Monza.




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