Un paio di considerazioni sul Gran Premio in terra d’Ungheria. Il tema ce l’ha direttamente il podio a fine gara.

Nessuno parla più di Norris, come se vincere un mondiale alla maniera dello scorso anno non avesse lo stesso valore di chi lo ha vinto in altre modi. Certo, la scorsa stagione è stato abbagliato dalla furiosa rimonta di Verstappen, da qualche errore e qualche lacrima di troppo per chi, come lui, aveva decisamente la macchina migliore del mazzo. Lando è un gran pilota, forse non un campionissimo ma quest’anno sta guidando bene con una vettura non di certo di primissima fascia. La McLaren aveva portato diversi aggiornamenti che evidentemente hanno funzionato – se si guarda anche alla corsa di Piastri – e lui è stato veloce e costante per tutto il weekend. Un bene per la Formula 1 che nella bagarre ci sia anche lui.
Per sua stessa definizione, la macchina è un accrocchio di pezzi montati al contrario con l’ennesimo testacoda in qualifica. Ma nonostante i continui sproloqui sul regolamento e simili, Verstappen si inventa l’ennesima prova superlativa, sfruttando appieno il buon motore Red Bull, i pochi punti di sorpasso offerti dalla pista ungherese ed una strategia diversa che lo ha fatto arrivare al traguardo con le gomme soft. Il resto se l’è preso da solo, con quel sorpasso su Hamilton in curva 1 da distanza siderale sfruttando la scia di Liam Lawson. La stessa manovra l’aveva provata nel 2024 ma gli era andata male, bloccando le gomme e finendo nella ghiaia. A questo giro, complice anche una porta troppo aperta da parte di Hamilton, gli è andata bene. Su Max i discorsi son sempre i soliti, nonostante tutto lui non si risparmia mai. Al momento rappresenta la parte “manico” della Formula 1.

Antonelli non ha vinto, ma finché gli avversari continueranno a rubarsi punti a vicenda o a perderli per strada ha di che stare tranquillo. Anche in Ungheria è stato vittima delle ormai famose bandiere gialle, beccandosi tre posizioni e lottando tutto il tempo contro i track limits, un altro aspetto su cui dovrà lavorare. Aveva anche sognato di portarla a casa, la vittoria, grazie ad una saggia gestione delle gomme si era ritrovato in prima posizione con la possibilità di fare una sola sosta. Per sicurezza la squadra lo ha convinto a fare anche la seconda anche se lui più volte si era espresso in senso contrario. Non è stato il weekend della Mercedes, ma l’Andrea da Bologna ha comunque raccolto un podio partendo settimo. Nel frattempo, Russell continua ad annaspare, perché dopo aver rotto il motore nelle qualifiche, in partenza gli si è inserito l’antistallo ritrovandosi in fondo. Se vuole avere qualche possibilità di vincere il campionato ha bisogno di ben altro che di un recupero in zona punti.
Sui vincitori del venerdì, ossia Ferrari, ci sarebbe tanto da dire in un weekend in cui “sono arrivati papi ma sono usciti cardinali”, commettendo diversi errori che sono costati, se non proprio la vittoria, sicuramente il podio con entrambi i piloti. In primis, la strategia, diversa da tutte le altre squadre, ha scombussolato tutti i riferimenti sul passo gara. Mi chiedo perché su una pista in cui si sorpassa a fatica, si possa fare una strategia, per di più su entrambe le macchine, in cui si monta una gomma più performante per poi cercare il sorpasso in pista. Forse l’idea era quella di provare a passare Norris in partenza ma Leclerc è stato quello che, dopo Russell, è partito peggio di tutti. Anche Hamilton, in lotta sin dai primi giri con Verstappen, non è riuscito a sfruttare la mescola più morbida per attaccare il duo McLaren ed anche con i compound più duri le prestazioni sono state altalenanti tra i due piloti. In più ci mettiamo anche diversi errori di “esecuzione” come piace dire a chi ha studiato, la sosta suicida con la Virtual Safety Car e l’ennesima penalità ad Hamilton, la quinta nelle ultime tre gare. Giuste o sbagliate che siano (per intenderci, per aver superato di 0,01 km/h il limite in pit si è beccato la solita penalità data a Sainz per la ruotata a Piastri in fase di doppiaggio) per un pilota che cerca di stare a ridosso dei primi in attesa di giorni migliori non è accettabile, andando a compromettere il risultato senza aver margini di recupero. Leclerc su questa pista storicamente non ci si trova e di conseguenza non ha mai brillato per tutto il weekend.
Per i misteri della Formula 1 moderna, il Gran Premio del Bahrein si svolgerà in Malesia.
Ci vediamo tra un mese in Olanda.




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