Un paio di considerazioni sul Gran Premio dell’Azerbaijan, disputato insolitamente al sabato per non sovrapporsi ad una festività nazionale.

George Russell fa quello che doveva fare, ovvero vincere quando a farlo non è il tuo compagno di squadra, che guarda caso è anche colui che se ne sta in testa al campionato piloti da un bel pezzo. La Mercedes è stata senza dubbio la miglior macchina del lotto per tutto il week end, stavolta la squadra lo ha messo su di una strategia sensata e poi lui ci ha messo del suo quando ha gestito saggiamente le due ripartenze e si è difeso alla grande da un indiavolato Verstappen, in odore di prima vittoria stagionale. I punti da recuperare sono “solo” 66.
La mia idea sul mondiale ancora non è cambiata. Baku ci ha offerto il primo vero errore di Antonelli in questa stagione (i muri li hanno sfiorati tutti, a lui è andata peggio compromettendo la qualifica e la gara), complice forse anche un po’ di foga per colpa di un turno di qualifiche saltato. È stato però bravo a fare un bel reset e a tenersi lontano da guai senza forzare troppo i sorpassi, ben sapendo che Baku non è Monza e certe cose non si ripetono facilmente. Le disgrazie altrui lo hanno portato lo stesso ai piedi del podio raccogliendo anche più di quanto sperato (e meritato).

Un podio invece clamorosamente sfuggito alla McLaren. Un Norris per niente a suo agio per tutto il week è finito malamente vittima dell’incredibile strike di casa Alpine ad opera di Colapinto. Piastri, proprio dove la scorsa stagione andò a muro due volte dando inizio alla crisi che lo privò del titolo, aveva dato segni di ripresa con un secondo posto saldamente occupato. Poi un lungo alla fine del rettilineo lo ha fatto retrocedere fuori dalla zona punti.
In Ferrari, alla quinta gara senza almeno il podio, è iniziato il declino del finale di stagione, cosa già ampiamente rivista negli ultimi anni. Siamo più o meno all’inizio del terzo blocco di gare del mondiale e credo che la stagione si possa riassumere in questa maniera: all’inizio nel reparto corse si sono sentiti tutti ben sollevati perchè sia la macchina che Hamilton non erano come quelli dell’anno scorso. Primo sospiro di sollievo. Poi hanno oggettivamente indovinando un paio di cose e riscuotendo anche due vittorie ma quando c’era da fare per davvero la differenza sono venuti fuori i limiti dell’auto (lato motore e software) e della squadra, mitigati all’inizio da qualche risultato favorevole. Hamilton ha arrancato per tutto il week end prendendo distacchi siderali dalla Mercedes, mentre Leclerc ci ha messo del suo in qualifica venendo poi mortificato dai sorpassi di chi gli era dietro. In classifica è ancora al secondo posto ma in campo è nettamente la quarta forza. Su di un rettilineo così lungo, con questo motore è come andare a caccia di cinghiali con una busta di coriandoli. Poi come sempre, per compensare alcune lacune si finisce per stravolgere il resto.
Proposta: e se invece del team principal provassimo a cambiare il presidente e l’amministratore delegato? Chi lo sa, magari i nuovi potranno vendere qualche auto in meno e qualche mondiale in più.
Ci vediamo tra due settimane in Malesia dove si svolgerà il Gran Premio del Bahrain (sic.).




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