
Uscito sul gong alla fine dello scorso anno (in formato fisico solo alla fine del febbraio del 2026), questo Neverland – quattordicesimo album in studio del gruppo norvegese Ulver – segna una svolta sul modo compositivo del gruppo di Garm rispetto alla recente triade di lavori composta da The Assassination of Julius Caesar (2017), Flowers of Evil (2020) e il meno riuscito Minimal Animals.
Composizioni dal piglio più libero, profondamente elettroniche e strumentali, spaziano tra ambient, krautrock (People of Hills) e suggestioni trip hop (They’re Coming! The Birds!), fondendo ad atmosfere notturne (Weeping Stones) l’elettronica berlinese, dalla parte dei Tangerine Dream. Il senso è quello di evocare suoni da mondi fantastici o un collage di sogni. Sta a noi deciderlo.
Non sono nuovi gli Ulver ad album del genere, penso a Perdition City o al più recente ATGCLVLSSCAP, ma questo nuovo lavoro rappresenta un altro tassello di una band dalle ormai infinite sfaccettature.
Ulver – Neverland (House of Mythology, 2025)




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