Indipendentemente da come andrà la stagione di Andrea Antonelli (io lo chiamo così per ovvia affinità), quella fatta fino ad ora è sicuramente una straordinaria pagina personale e sportiva.

Dopo una stagione tutto sommato positiva per un esordiente ma con le prime inevitabili nuvole all’orizzonte, si è ritrovato a vincere la prima gara ed inanellare una serie di ben cinque vittore di fila, cosa mai riuscita in Formula 1. Tutte meritate, condite sì da qualche episodio a favore, come il ritiro di Russell in Canada, mentre qua invece la vittoria è stata imposta con la forza, con un ritmo indiavolato sin dall’inizio che lo ha portato a doppiare ben presto tutti i piloti dal quinto posto in giù. Una gara alla Senna, alla Vettel, di quelle che vai in testa e ci rimani anche se i giri fossero 100, anche con due safety car e una ripartenza da fermo. Un dominio assoluto su tutti i fronti. Rimane l’incognita della Red Bull di Verstappen, manco partita per problemi al motore, forse l’unico che poteva impensierirlo almeno alla partenza, anche se poi in quelle successive con Hamilton accanto non ha mostrato nessuna incertezza. Può vincere il Mondiale: si perchè no. Il distacco dal secondo in classifica (diventato Hamilton e non più Russell) è importante ma siamo solo ad un terzo della stagione anche se francamente di accoppiate macchina – pilota che possano impensierirlo al momento io non ne vedo. Lo scorso anno Verstappen recuperò a Piastri più cento punti, qua il divario è ad oggi di 113 ma la forza delle vetture in pista è diametralmente opposta a quella dello scorso anno.
Si perchè la Mercedes è sempre la migliore del mazzo, ma questa è una componente che c’è sempre stata, è l’unione tra il talento e il mezzo meccanico che fa la differenza. Se guardate l’albo d’oro della Formula 1 dal 2000 in poi ha sempre la miglior macchina guidata da chi ha saputo farla rendere al meglio. Alla fin fine è pur sempre uno strumento.
Perchè anche Russell guida una Mercedes, ma ha preso paga per tutto il week dal proprio compagno di squadra, sia in qualifica che in gara, andando presto in confusione (essere arrivato fuori dai punti è più una colpa della squadra per il drive-through che sua). Anche le McLaren montano il motore della casa di Stoccarda ma ancora non hanno trovato le istruzioni ed anche i piloti sembrano in una condizione piuttosto mesta, come se entrambi fossero svuotati dalle fatiche della passata stagione. Ma a quanto pare non è solo una questione di motore, perchè anche a Monaco la Ferrari ha pagato uno scarto rilevante dal battistrada, andando ben presto in crisi di gomme, cosa che Mercedes ha imparato a gestire bene anche in gran premi dalle temperature consistenti.

Crisi in cui sembra (ri)piomabato Leclerc: possiamo tirare fuori tutte le scuse e le obiezioni di questo mondo, ma se sbatti a muro due volte la macchina come uno Stroll qualunque forse c’è da farsi un’esame di coscienza. E se certe soluzioni (freni o chiamate ai box) che non piacciano è arrivato il momento, dall’alto della fedeltà alla Scuderia Ferrari, di farsi sentire e protestare. Cose che evidentemente ha fatto Hamilton, al secondo podio con la Rossa: se un pilota viene pagato, e anche tanto, deve avere un’opinione sulle cose, non farsi le foto con la maglietta del team.
Nota a margine: tra speed limit a casaccio in corsia box, una pista che si sfalda e gente che balla sulle barche senza il benché minimo interesse per la corsa non sono un bel vedere per la Formula1
Ci rivediamo tra una settimana in Spagna.



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