Riflessioni sparse sul caldisismo Gran Premio in terra austriaca.

Sarà anche meno deciso nei duelli e simpatico come il clima londinese ma nella Stiria è venuta fuori tutta l’esperienza di Russell, con quel pedino mezzo alzato in qualifica che gli ha permesso di non avere il proprio compagno di squadra tra i piedi al via. Dopo qualche corsa non proprio in bolla ha dimostrato di esserci e di essere quadrato nei momenti che contano, ritornando secondo nel mondiale a 40 punti da Antonelli, un Antonelli a questo giro un po’ troppo precipitoso (risolta la partenza, deve risolvere il problema dei track limits) che lo ha portato ad avere qualche problema di freni e gomme ad inizio gara. Memore di quanto successo lo scorso anno, ha evitato di forzare su Verstappen e si è accontentato del terzo posto.

Nonostante il problema in qualifica, Max c’ha messo del suo nel rimontare ed ha riportato la Red Bull sul podio. Mai darlo per spacciato, nonostante le proteste su questo tipo di Formula 1 è capace come pochi nel prendere per mano la squadra e portarla a migliorare la macchina, qua in Austria in una versione più snella. Insieme ad Hamilton sono stati protagonisti di un bel duello rusticano, per la serie “datemi una macchine e vi dimostrerò che…”. Magari non vincerà il mondiale, ma sarà una variabile fastidiosa per tutti.

Ancora altalenanti le prestazioni di una McLaren veramente indecifrabile. Hanno un pacchetto Mercedes importante ma proprio non sanno come farlo funzionare ed anche i due piloti sembrano più in balia degli eventi che veri e propri leader della squadra (poi non chiedetevi perchè Brown ha telefonato a Verstappen).

Dopo il successo spagnolo, la Ferrari con tutti i suoi tifosi è tornata con i piedi per terra. Il deficit di motore è ancora evidente e il primo step di aggiornamento permesso dall’ADUO praticamente non si è visto. I valori in qualifica sono stati falsati dall’incidente di Verstappen: senza questo, sia l’olandese che Antonelli sarebbero partiti davanti ad entrambe le Ferrari. La macchina di Maranello ha faticato con Hamilton (il suo buon stato di forma non è messo in dubbio) nel cercare di restare aggrappato ai piloti di testa ma una cattiva gestione delle gomme da parte della macchina ha progressivamente vanificato tutti i tentavi dell’inglese, facendosi anche passare da Piastri. Sin dal venerdì il problema degli assetti era chiaro, probabilmente si cerca di compensare le mancanze del motore seguendo altre strade ma poi si finisce per sbilanciare il quadro complessivo della macchina. Leclerc, dopo il guizzo in qualifica, è finito dentro ad un mare di difficoltà personali e di scarso feeling con la macchina. Se in una gara regolare parti secondo e finisci ottavo le motivazioni sono più profonde di una semplice bandiera gialla.

Le prossime piste, Silverstone e Spa, hanno anche altre caratteristiche rispetto all’Austria, ma questa storia del motore va risolta, altrimenti i sogni di lotta mondiale rimarranno confinati al Gran Premio di Spagna.

Ci rivediamo la prossima settimana a Silverstone.



Lascia un commento

In voga