Un paio di considerazioni sul Gran Premio del Messico, dove è accaduto quello che era giusto che accadesse.

Dopo 73 anni un pilota italiano diventa Campione del Mondo di Formula 1. Andrea Kimi Antonelli da Bologna diventa così il terzo italiano, dopo Farina e Ascari, a riuscire in questa impresa che alla vigilia sembrava più un sogno che una reale possibilità. Ma credo che non ci sia persona che lo meritasse più di lui ed i motivi sono tanti. Premessa, la Mercedes è stata sin da subito la migliore macchina del mazzo e questo gli ha permesso, almeno delle fasi iniziali, di non avere troppi rivali. Ma la stessa macchina l’aveva anche Russell, mai in grado di estrarne il vero potenziale (anche oggi, nonostante partisse secondo è arrivato esimo e sta a 130 punti), ed anche Norris lo scorso anno era nella stessa situazione, andando a vincere un mondiale in preda al panico.
Al netto di ciò, Andrea da Bologna se l’è meritato perchè ha avuto una progressione magistrale durante tutto l’anno: è migliorato tantissimo rispetto allo scorso anno anche nel mettere insieme tutte le fasi di cui è composto un gran premio sbagliando anche pochissimo, non ha mai avuto il famoso “braccino” nei confronti di avversari più titolati di lui ed in più ha insistito con Mercedes nel voler provare e tenere gli aggiornamenti della macchina, candidandosi di fatto come guida tecnica della squadra (il prossimo anno terrà lo stesso il 12). Credo che la svolta della stagione sia stata la vittoria a Monza: partiva ultimo ed è arrivato primo davanti al suo compagno di squadra e lì credo che abbia capito che ce l’avrebbe potuta fare. Bravo, bravo, bravo!
Ma come diceva quello che mangiò un’accetta, il bello viene da ora in poi. Per come è il livello delle vetture in questo finale di stagione, racchiuse sempre in qualche decimo, il prossimo anno Andrea potrebbe avere più di un avversario e riconfermarsi sarà la prossima sfida.
L’unica cosa che proprio non mi piace è questo familiarismo sparso come se fosse un campo coltivato a maggese. Sono piuttosto scettico sul voler sempre infondere un’idea che nonostante tutto si rimane sempre quello “della porta accanto” quando ad oggi certe realtà sono in pratica delle SpA e tutto viene già deciso in culla. In ogni caso, ciò non toglie nulla al valore del ragazzo, del pilota e dell’impresa.

Un tempo, se partivi primo e terzo ed arrivavi secondo e quarto, a Maranello sarebbero volete le scrivanie per aria. Adesso invece credo che, almeno apertamente, non succederà nulla ma quello che è accaduto ieri finirà per spaccare ancora di più la squadra. In breve, secondo me Leclerc ha avuto un’eccesso di foga come già gli era capito a Monza: era più veloce perchè aveva preso la scia di due macchina, ma il tuo compagno di squadra è partito davanti a te (ottima la prima pole di Lewis), la prima curva è rimasto in questa posizione, abbi l’accortezza di rimanere dietro. Entrambi non hanno frenato tardi, non l’hanno proprio fatto ed è finita che Leclerc ha tagliato la chicane e si è beccato 5 secondi di penalità, Hamilton, tra il lusco e brusco, ha lasciato la posizione a Verstappen il che ha reso anche impossibile da parte del monegasco di rendere il maltolto.
Non contento ha avuto la solita vena chiusa alla ripartenza dopo la bandiera rossa, finendo per spiattellare le gomme anteriore andando a perdere il podio in favore di Antonelli (a proposito, guardate lo scarso senso tattico di Norris che non è riuscito a passarlo in più di venti giri). Proprio non digerisce il fatto di avere un compagna che gli sta davanti. La vittoria era ampiamente alla portata, lo stesso Verstappen ha ammesso di non aver passo e che la vittoria si è decisa con quanto successo in partenza (a proposito, guardate cosa ha fatto la Red Bull quando Leclerc è andato ai box). Hamilton si è lamentato di aver perso dei punti importanti tra i Costruttori ma lì il secondo posto è abbastanza blindato: lui in realtà ha perso il secondo posto nella classifica piloti, scavalcato dallo stesso Verstappen. Visto lo stato della Red Bull nelle ultime prove credo che sarà difficile andarselo a riprendere.
Ci vediamo la prossima settima in Brasile, la terra del 12.




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